28 mar 2008

" La festa degli alberi "



Premessa:
In questi ultimi anni la fantasiosa teoria degli "universi paralleli" sta' cominciando a dimostrarsi realta'. Cerchiamo assieme di vedere se anche Grado ha creato i suoi "universi paralleli"-----*********************

C’era qualcosa di strano quell giorno al cantiere edile di Via Carducci, oltre al solito andirivieni degli operai ed al rumoroso lavoro delle ruspe e dei camion…
Al di fuori della rete di recinzione del cantiere c’erano una quindicina di bambini, piu’ o meno sui dieci anni, che osservavano attentamente quanto stava accadendo ed ogni tanto ascoltavano quanto diceva il loro insegnante: erano gli scolari della quarta classe della Scuola Elementare “Biagio Marin” (ormai a Grado tutto e’ intitolato a suo nome; biblioteche, scuole, asili, piazze, uffici, associazioni, etc.) .
Quel giorno il maestro li aveva portati a vedere come funzionava un cantiere edile;
“…vedete bambini, quella grande gru’ che sta’ battendo quei lunghi pali di cemento? Tutti quei pali, una volta piantati nel terreno, sono come le radici di un albero il cui tronco sorgera’ sopra un bel getto di cemento che li terra’ tutti uniti.- Saranno alzati dei pilastri e dei muri portanti e cosi’, un po’ alla volta, un piano sopra l’altro, si arrivera’ fino al tetto; alla fine potrete contare fino a quindici piani.-
Certamente poi per finire questo grande edificio, che diventera’ un grande e lussuoso albergo, ci vorra’ il lavoro di tanti altri operai: muratori, elettricisti, pittori, falegnami, piastrellisti, e via cosi’.-
Quando io ero piccolo come voi non c’erano tutti questi grandi macchinari, queste grandi gru, e si doveva fare quasi tutto a mano, con badili e picconi.-
A questo proposito, mi ricordo che in primavera si celebrava la “ festa degli alberi ” ed allora il maestro ci portava, assieme ad altri alunni delle altre classi, in un grande spiazzo, di solito un bel prato erboso, dove alcuni operai del Comune avevano gia’ scavato delle buche, proprio con solo badili e picconi.-
Erano presenti anche il sindaco, il parroco ed altre persone, e c’era anche la banda che suonava delle belle marcette; poi, immancabile, c’era sempre anche il fotografo che immortalava l’avvenimento.-
Dopo il discorso del sindaco gli operai prendevano dei piccolo alberelli, che avevano portato li con il motocarro, e li mettevano dentro le buche; quindi noi, con i badili, riempivamo quelle buche con la terra.-
Alla fine, dove prima c’era solo un bel prato, si potevano adesso vedere tanti bei alberelli che col tempo, una volta cresciuti, sarebbero diventati dei grossi ed ombreggianti alberi.-
Certamente non sarebbero mai diventati cosi’ grandi e fare una cosi’ grande ombra come questo palazzone, pero’ di sicuro avrebbero fatto piu’ fresco e dato un buon riparo dalla calura estiva.-
Comunque bambini, sapete cosa vi dico ? qui’, adesso, non c’e’ ne il sindaco ne la banda, quindi, per rinfrescarci un po’, andiamo tutti a prenderci un bel gelato !!!

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Riferimenti bibliografici:
A. Celentano – “ Il ragazzo della Via Gluck”
A. Celentano – “ L’albero di trenta piani”


Chissa’ quanti grandi ed ombreggianti alberi ci sono adesso nella Grado di qualche Universo Parallelo ?

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

HE un ricordo un poco vago ,me ricordo che semo andai col mestro De Soto a piantali ,me par che gera poco dopo la vila Minerva che a quei timpi(1952/53) gera sa periferia.
ciao

alien ha detto...

Ormai xe diversi ani che a Gravo i fa' "la festa" ai alberi....
e co scuminsia 'l autuno invesse i fa' la "festa dei pali de cemento".