03 nov 2008

Porto Buso, 2030.



GLI UNIVERSI PARALLELI

Premessa:
In questi ultimi anni la fantasiosa teoria degli "universi paralleli" sta' cominciando a dimostrarsi realta'.
Cerchiamo assieme di vedere se anche Grado ha creato i suoi "universi paralleli"
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Il grosso motoscafo scivolava lentamente lungo il canale, quasi senza fare rumore.

I passeggeri erano tutti in piedi lungo le fiancate, intenti a godersi lo spettacolo che offriva la laguna a quell’ora, verso il tramonto.

Dal suo casone-villa, Piero “Bacàn” osservava il motoscafo ed I turisti che trasportava, l’ultima corsa della giornata verso l’albergo “Ai Ciodi”, il rinomato albergo di PortoBuso.

Dal 2010 in avanti c’era stato un veloce e notevole sviluppo dell’offerta turistico-alberghiera in tutta la laguna di ponente.

Il famoso progetto ”Laguna pulita” aveva previsto lo scavo dei canali della laguna per un miglior flusso e riciclo delle acque interne e, con i fanghi e la sabbia di scarto, al posto delle piccole “mote” erano stati creati degli ampi isolotti che avevano permesso così il sorgere di diversi “alberghi diffusi” e di alcuni ristoranti, dove si potevano degustare le svariate specialità locali, dal boreto alle grigliate di pesce e così via.

Erano stati realizzati anche due notevoli campi da golf certificati a livello internazionale, per la gioia degli appassionati.

Gli alberghi erano dotati delle attrezzature più moderne, e con piscine e vasche termali di idromassaggio che sfruttavano l’acqua ad alta temperatura prelevata direttamente dalle falde acquifere rinvenute in profondità.

Tutti avevano la piazzola per l’atterraggio degli elicotteri, che permetteva così il trasporto diretto dei turisti in arrivo all’aeroporto internazionale di Ronchi dei Legionari.

Per raggiungere questi obiettivi era stato realizzato una specie di miracolo: la zona di Torviscosa, dopo gli anni bui dell’inquinamento più sfrenato, aveva dismesso quelle attività ed era diventata sia un centro di riciclaggio ecologico dei rifiuti che un centro di disinquinamento e pulizia delle acque.

In questo modo tutto l’ambiente ne aveva tratto giovamento e la laguna era come rinata, con il ritorno della sua fauna e della sua flora: un vero spettacolo della natura.

Adesso Porto Buso, oltre alla grande e prestigiosa darsena interna strapiena di grandi e moderni yacht, aveva la sua famosa e rinomata spiaggia con centinaia di ombrelloni e la meravigliosa vista del golfo, ed i turisti vi arrivavano da tutte le parti d’Europa.

Piero “Bacàn” aveva fatto i soldi ... tanti soldi ! ... forniva di pesce, uova e verdura i vari ristoranti ed “alberghi diffusi” della zona; la sua valle da pesca era molto grande e l’ampio isolotto permetteva la coltura di grosse quantità di verdura e l’allevamento di galline in notevole numero.

Naturalmente il tutto era gestito in modo automatico e computerizzato: dalle serrande dei canali alle pompe delle varie idrovore, dal mangime per il pesce della valle e delle galline all’impianto di irrigazione dell’erba, e così via ...

I pannelli idrotermici provvedevano all’acqua calda ed al riscaldamento mentre gli ampi pannelli solari fornivano in abbondanza tutta l’energia elettrica richiesta; le antenne satellitari erano quelle dell’ultima generazione e così pure tutte la altre attrezzature elettroniche.

Alzatosi dal bordo della sua piscina, protetta da un grande sun-screen, Piero “Bacàn” aveva dato un ultimo sguardo allo schermo del suo laptop per controllare come stavano i suoi conti in banca e le sue azioni ed investimenti in Borsa e poi, lentamente, si era avviato verso la sua darsena.
Lì, in un angolo, accanto al potente e veloce motoscafo, c’era la sua batèla, con le forcole, i remi ed un vecchio motore fuoribordo di 6 cavalli: ricordi di suo nonno ...

Il sole sarebbe tramontato tra non molto; era ora di andare a calare qualche nassa e mettere in posa un paio di “cugùli” ; un buon boreto con pesce di laguna non sarebbe mai mancato sulla sua tavola !

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Nell’infinito numero di Universi Paralleli, l’universo di Porto Buso più facile da incontrare è quello attuale, quello senza il progetto “Laguna pulita” ...
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