26 dic 2011
23 dic 2011
GRADO - Natale 2011
REGALI DE 'NA' VOLTA
Fora 'ncora scuro
ma me son zà levao,
'nte 'alboro infiocao
se veghe garghe suro.
Rivào zè al Redentor,
co' elo vien i regali
sognai longo pe' i viali,
sperai ‘nt'un balaor.
Ma piculi zè i pachi
comò le gno speranse
de no catà 'naranse
o un sesto pien de cachi.
Zè tinpi travagiai
e la miseria stiassa,
nissun zè pe' la piassa
e i barchi i zè ligai.
...e anche stò Nadal
co' stì ciari de luna,
al cine ‘nte la cuna
me toca stà vardà.
No hè catao i gno sogni,
ma un magion de lana
pe' questa vita grama
siguro al servirà.
A zè stao fato sù
co' roba refagia,
desfao calsini e magia
che no se mete più.
Lostesso son contento
de 'vè catao un regalo,
gno mare pe' gucialo
l'hà perso sono e tenpo.
Sti quà gera i regali
che veva i fantulini,
no bori , telefunini,
o motorini zali.
Basteva poche robe
pe' fà felisità,
'nà famegia unìa
co^'l Cristo nasarà.
"Teti " (S. Dovier)
18 dic 2011
13 dic 2011
11 dic 2011
4 dic 2011
26 nov 2011
18 nov 2011
9 nov 2011
7 nov 2011
UNIVERSI PARALLELI
" Il libraio "
Il fuoco del caminetto era ormai spento e la stanza era divenuta buia… il vecchio si era addormentato sul divano con il libro ancora aperto tra le mani…
Fuori faceva freddo e nevicava. Il maltempo sarebbe durato un paio di giorni e di sicuro avrebbe imbiancato tutte le cime dei monti che circondavano l’ampia vallata.
Ma questo non importava, se ne sarebbe stato rinchiuso in casa al calduccio in compagnia dei suoi amati libri.
Così, nello scegliere tra i tanti libri che riempivano il grande scaffale lungo la parete, l’occhi gli cadde su di un piccolo libro dall’aspetto anonimo, che però riconobbe subito e gli fece tornare in mente i particolari di quando lo aveva acquistato.
Diversi anni addietro, per le vacanze estive, aveva deciso di trascorrere un paio di settimane in quella bella e rinomata isola dell’alto Adriatico famosa per la sua storia, le sue spiaggie e la sua laguna.
Come faceva sempre durante le sue vacanze, si era recato in una libreria locale per acquistare un libro che ne descrivesse il posto e così conoscerne storia ed abitudini.
Il negozio era piccolo ma moderno, ben arredato ed attrezzato; il libraio, pur se ormai anziano, aveva un aspetto ancora giovanile ed era molto gentile e simpatico: con gli occhi chiari, i capelli ricci, magro, alto ed allampanato proprio come un lampione.
“…Scusi, mi può consigliare un libro che parli di questa sua bella isola ?… sullo scaffale quì ci sono almeno venti o trenta pubblicazioni e proprio non saprei quale scegliere… sarei incerto tra questi due libri: questo grosso e lussuoso in carta patinata e con tante foto a colori oppure questa bella pubblicazione moderna con iPod incorporato, così potrei tranquillamente starmene sdraiato sulla sabbia ad abbronzarmi mentre ascolto il tutto con la cuffietta.”
Il libraio lo guardò e sorrise, ma non rispose nulla…
“…Mi scusi, ma lei, per suo gusto, quale libro acquisterebbe ? “…
Il libraio sorrise ancora e, dopo qualche attimo di silenzio, si chinò leggermente e da sotto il bancone prese un qualcosa e lo consegnò dicendo: “…se presterà attenzione a cosa le dirà questo libro, allora avrà capito la storia di quest’isola e della sua gente…”
Il libro era di piccolo dimensioni, di non molte pagine con la carta di finitura grossolana di un colore quasi grigiastro. Sulla copertina ed all’interno c’erano solo delle foto in bianco e nero accompagnate da rare didascalie e poche righe di commento: non c’era un granchè da leggere.
Le foto avevano un unico soggetto: il cosiddetto Castrum, la zona più antica di quel piccolo paese… chiese, piazzette, i dedali delle strette calli con le misere case di pietra grigia e le malte ormai diroccate e cadenti, il piccolo porticciuolo…
L’aveva letto e riletto diverse volte quello strano libro ma non vi aveva mai trovato un granchè; le foto delle case di quel piccolo borgo forse avevano un qualche valore sentimentale, ma niente più… non capiva proprio perchè il libraio gli avesse consigliato quell libro !
Comunque, sprofondato nel comodo divano davanti al caminetto che riscaldava per bene, aprì il libro e cominciò a leggere…
Adesso si era fatto tardi e fuori continuava a nevicare; il vento soffiava ancora più forte ed il rumore delle raffiche sembrava quasi un lamento, mentre i bagliori delle ultime fiamme del fuoco del caminetto disegnavano strane ombre sui muri della stanza.
Voleva chiudere il libro ed alzarsi dal divano per andare a dormire, ma lo sguardo non riusciva a distaccarsi dalle immagini di quell piccolo libro: ne era come ipnotizzato.
Ad un tratto, un’improvvisa fiammata del caminetto gettò un bagliore sul libro e lo illuminò con una luce strana, quasi irreale e… ed allora capì, si ricordò delle parole del libraio e “capì” e “vide”: … i bambini che giocavano spensierati nelle piazzette correndo in mezzo alle lenzuola ed i panni stesi sui fili messi ad asciugare; le donne che chiaccheravano allegre tra di loro mentre, borsa in mano, andavano di bottega in bottega a fare la spesa; i vecchi che stavano affacciati ai balconi intenti ad osservare lo svolgersi della vita quotidiana; i pescatori che animavano la vita del paese in ogni luogo… nelle càneve, nelle calli, nelle osterie, sui moli del porto o lungo i canali con le loro barche a remi ed i loro semplici attrezzi da pesca; la chiesa che al suono delle campane si riempiva di tutto il paese; i vescovi ed i patriarchi che celebravano le loro omelie immersi nel fumo dell’incenso; la gente in processione con i canti e le preghiere; l’allegria dei matrimoni con i canti ed i balli; la felicità all’interno di quelle misere case quando allietate da qualche nascita …

Guardando bene, sull’ultima pagina di quel libro si poteva vedere impresso un piccolo timbro ovale di color rosso porpora con una scritta che diceva così:
LIBRERIA – BAZAAR “Antico Tabachìn là de Mariussa”
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6 nov 2011
14 ott 2011
9 ott 2011
3 ott 2011
2 ott 2011
Gr@do spot
1 ott 2011
28 set 2011
- Nota di servizio -
Alla data odierna, il nostro sito web:
YouTube - Gravomore
ha raggiunto e superato le 600.000 visite.
I libri della piccola biblioteca di: Noltri Graisani
sono arrivati a quota 31.000 letture.
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26 set 2011
22 set 2011
16 set 2011
10 set 2011
UNIVERSI PARALLELI
Premessa: In questi ultimi anni la fantasiosa teoria degli "universi paralleli" sta' cominciando a dimostrarsi realta'. Cerchiamo assieme di vedere se anche Grado ha creato i suoi "universi paralleli.
Nell’aria si respirava intenso ed acre l’odore del fumo degli incendi e molte fiamme ardevano ancora tra le rovine di Aquileja…
La città era stata completamente rasa al suolo, ma Attila aveva lo sguardo puntato da un’altra parte… verso quella piccolo isola laddove, col favore delle tenebre, erano riusciti a fuggire ed a prendere riparo il Patriarca con le sue autorità religiose, assieme a molte famiglie di nobili, donne e bambini.
La città era stata completamente rasa al suolo, ma Attila aveva lo sguardo puntato da un’altra parte… verso quella piccolo isola laddove, col favore delle tenebre, erano riusciti a fuggire ed a prendere riparo il Patriarca con le sue autorità religiose, assieme a molte famiglie di nobili, donne e bambini.
Non sarebbe stato facile conquistare quell’isola in quanto non c’era strada alcuna per poterla avvicinare, era circondata da acque molto basse che non permettevano la navigazione ai barchi di guerra ed i fondali di fango molle e nero inghiottivano inesorabilmente uomini e cavalli… ma un modo, un espediente certamente Attila lo avrebbe trovato.
Doveva vedere da vicino quel minuscolo paese e così aveva fatto costruire rapidamente una piccolo zattera fatta di leggeri tronchi d’albero legati assieme e quindi con i suoi comandanti-capi tribù si era diretto verso Gradus, o almeno così veniva chiamata quella piccolo isoletta di sabbia posta sul mare proprio al limite di quella immense laguna.
Dopo molti sforzi e diverse ore perse nel cercare un passaggio trà quell’intricato labirinto di canali e di molte secche, finalmente la zattera giunse in vista del piccolo abitato costituito da poche case di grigia pietra e difeso da modeste mura.
Su di un torrione stavano schierati degli uomini armati dall’aspetto imponente, ferreo, ed uno di loro teneva saldamente in mano uno stendardo che la fresca brezza di mare faceva sventolare lentamente.
Nel vedere quello stendardo Attila improvvisamente diventò pensieroso, mentre subito i suoi comandanti iniziarono a confabulare trà di loro ripetendo spesso una parola:
“Trâba – Kölos”… ” Trâba – Kölos”…
Attila diede l’ordine di tornare subito indietro all’accampamento, dove avrebbe tenuto un consiglio di Guerra e discusso sul da farsi.
Sotto una grande tenda, seduto sul suo trono dorato, Attila interrogava i suoi comandanti-capi tribù su quanto avevano visto durante quella escursione in laguna e su cosa pensassero di un eventuale attacco alla piccolo roccaforte dell’isola di Gradus:
“… mio signore, lo sai che abbiamo combattuto ai tuoi ordini ed al tuo fianco mille e mille battaglie e mai non abbiamo fatto un passo indietro, niente ci ha mai fatto paura… ma vogliamo solo dirti che lo stemma su quello stendardo che abbiamo visto sventolare sul torrione di Gradus appartiene alla tribù dei Pinatti, grandi navigatori e soprattutto grandi guerrieri di mare… chi ha osato affrontarli è perito miseramente nella battaglia e le sue navi sono state incendiate ed affondate; perfino i feroci pirati Saraceni ne hanno timore ed evitano accuratamente ogni possible incontro.
Noi suggeriamo di tenere in considerazione questi fatti prima di prendere ogni decisione in merito alla battaglia…”
Noi suggeriamo di tenere in considerazione questi fatti prima di prendere ogni decisione in merito alla battaglia…”
Attila rimase silenzioso; anche lui aveva avuto uno strano turbamento nel vedere quello stemma, quasi un presentimento… poi si alzò e disse:
“…il tempo è propizio per grandi conquiste in altre terre… date disposizioni di levare l’accampamento, domattina all’alba ci muoveremo verso ovest…”
“…il tempo è propizio per grandi conquiste in altre terre… date disposizioni di levare l’accampamento, domattina all’alba ci muoveremo verso ovest…”
Era l’alba di una bellissima giornata ed Attila, alla testa del suo grandioso esercito, dette un ultimo sguardo verso il mare, verso quella piccolo isola che adesso il sole appena nato colorava di un giallo-arancione splendente:
“…mia bella Gradus, sei come la più preziosa delle pietre della mia terra, sei un’ambra tra le più belle e così ti ricorderò, mia ambra bella…”
“…mia bella Gradus, sei come la più preziosa delle pietre della mia terra, sei un’ambra tra le più belle e così ti ricorderò, mia ambra bella…”
Mentre cavalcava tra le ancora fumanti rovine di Aquileja, Attila ripensava ancora a quello strano stemma dello stendardo… comunque era sicuro, la decisione presa era quella giusta: meglio non affrontare la battaglia, in fin dei conti c’erano molte altre città da conquistare prima di arrivare a Roma …
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In uno degli infiniti numeri di Universi Paralleli sui libri di storia si legge così:
“…Attila fù sconfitto ed ucciso nella battaglia di Gradus e l’esercito delle tribù degli Unni non proseguì la sua marcia verso Roma ma ritornò subito nelle sue lontane terre senza farsi mai più rivedere.
Su quanto rimane di un piccolo torrione delle antiche mura di Grado si può ancora vedere scolpito uno stemma nel quale c’è uno stendardo con il disegno di una possente barca dalle forme rotonde e con sulla alta prora come due grandi occhi.
Incisa sotto lo stemma si può leggere una parola in Greco molto antico:
TRÂBA – KÖLOS …
Incisa sotto lo stemma si può leggere una parola in Greco molto antico:
TRÂBA – KÖLOS …
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8 set 2011
3 set 2011
UNIVERSI PARALLELI
Premessa: In questi ultimi anni la fantasiosa teoria degli "universi paralleli" sta' cominciando a dimostrarsi realta'. Cerchiamo assieme di vedere se anche Grado ha creato i suoi "universi paralleli.
" Ùndeze piani "
Che tu dizi conpare, ‘ndaremo a pìco ?
Ma de siguro !…se i và ‘vanti cussì a costruì, prima o dopo Gravo ‘ndarà a fundi !
E no’ tu vìghi… ogni giorno i alsa ‘na gru e via, là che gera giusto un picolo albergo de do o tre piani sòlta fora un condominio de dieze o quindeze piani !
Ùndeze conpare, ùndeze… comò le squadre de balon…
Sì, magari i farà domanda per tredeze o quatordeze ma ‘l Comun: “niet”, solo ùndeze piani… i oltri i và in panchina !
Eh, si, tu schersi tu compare, ma quà le robe le xe serie… la storia l’insegna e seculi fà, cô i s’ha mèsso a costruì Gravo su’l sabion e su’l fango, l’unica roba granda opur òlta gera ‘l canpanil e la basilica, ‘chè i saveva che ‘l teren varave cedùo soto de ‘n peso cussì enorme.
Vàra là, Sant’Agata e San Gotardo le xe dute soto aqua perchè sì, el livelo de’l mar el s’ha alsao, ma anche per via de i cediminti de’l teren : miga un scherso !
Ciò, ma alora xe per quel che i ha fàto el Tissiano cussì grando, perchè de l’aqua se salvarà solo ili, quii che i ‘stà su i piani òlti !
Mah, che tu vòl che te digo… xe miera e miera de tonelae de peso tra duti ‘sti novi alberghi e condomìnii e le falde aquifere che slàva ‘l teren, co’ due ‘ste meze aluvion che ogni tanto te capita e co’i spandiminti de i scarighi fognari e de i tubi de l’aqua mezi ruti de siguro no’ và a giutà le fondamenta che li tien in pie…gargun dize che zà un palasson de quii alti sacramentai el xe un poco inclinao, no’l xe più a pionbo…
Ustia, conpare ! … che varèno anche noltri a Gravo la Tore de Pisa ? …tu te imagini che publissitàe ?… i vignarave a miera a vèghe ‘sta nova maravegia e cussì varàveno più turisti e più soldi de incassà !
Ustia, conpare ! … che varèno anche noltri a Gravo la Tore de Pisa ? …tu te imagini che publissitàe ?… i vignarave a miera a vèghe ‘sta nova maravegia e cussì varàveno più turisti e più soldi de incassà !
Si… e vendaràveno anche i “gages”, co’ foto ricordo, cartuline e dute quele oltre macacade de plastica made in Cina… ma và là !
Comunque, pe’ serà la question, te digo solo che pe’ scaramansia me me tegno la mia batelina co’l “gionson” de sie cavali senpre a posto, senpre pronta, ‘che no’ se sà mai…che ceda ‘l teren o che vegna l’aqua òlta me resto senpre a gala e no’ me bagno !
Comunque, pe’ serà la question, te digo solo che pe’ scaramansia me me tegno la mia batelina co’l “gionson” de sie cavali senpre a posto, senpre pronta, ‘che no’ se sà mai…che ceda ‘l teren o che vegna l’aqua òlta me resto senpre a gala e no’ me bagno !
T’ha ragion compare, ragion de vende… però forsi ‘desso sarave megio de tornà a casa, che me pàr stàga vignindo sù un tenporalon de quii numero un:
sà, pe’l Meteo i ha dào mundi piova …
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sà, pe’l Meteo i ha dào mundi piova …
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31 ago 2011
Grado spot
Grado è un paese di gente di mare ma anche di artisti...
trà questi possiamo certo annoverare Moreno Zentilin, un capitano di lungo corso che ha solcato gli oceani per diversi anni al comando di grandi navi per poi quindi passare al timone dei più grossi rimorchiatori del porto di Trieste.
Ma sotto la rude scorza del vecchio lupo di mare si nascondeva l'animo dell'artista e così, una volta in pensione dopo una carriera ultratrentennale, la sua passione per la musica lo ha portato a costruirsi da solo una bella fisarmonica con la quale passa volentieri parte del suo tempo libero a suonare allegri motivi.
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trà questi possiamo certo annoverare Moreno Zentilin, un capitano di lungo corso che ha solcato gli oceani per diversi anni al comando di grandi navi per poi quindi passare al timone dei più grossi rimorchiatori del porto di Trieste.
Ma sotto la rude scorza del vecchio lupo di mare si nascondeva l'animo dell'artista e così, una volta in pensione dopo una carriera ultratrentennale, la sua passione per la musica lo ha portato a costruirsi da solo una bella fisarmonica con la quale passa volentieri parte del suo tempo libero a suonare allegri motivi.
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22 ago 2011
26 giu 2011
18 giu 2011
UNIVERSI PARALLELI
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In questi ultimi anni la fantasiosa teoria degli "universi paralleli" sta' cominciando a dimostrarsi realta'.
Cerchiamo assieme di vedere se anche Grado ha creato i suoi "universi paralleli"
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" La Gara "
L’assessore era al settimo cielo … le cose stavando andando come aveva previsto e tutto filava via liscio senza nessun intoppo, nessun problema.
L’assessore era al settimo cielo … le cose stavando andando come aveva previsto e tutto filava via liscio senza nessun intoppo, nessun problema.
Sulle rive e sui pontili della zona ex Safica era tutto un brulicare di gente: la prima gara di motoscafi “Offshore Formula1” su un percorso misto laguna-mare era una novità assoluta e vi partecipavano i migliori piloti e le più famose scuderie di offshore a livello europeo.
La partenza era prevista dall’imboccatura del canale di S.Pietro D’Orio, proprio di fronte alla darsena di Porto S.Vito, ed una volta passati sotto il ponte Matteotti i motoscafi avrebbero percorso i canali della laguna interna fino a Barbana e oltre per poi uscire in mare attraverso il canale di Primero.
Facendo rotta verso Ovest avrebbero navigato lungo tutta la linea costiera di Grado e del Banco D’Orio, per poi imboccare il canale di Porto Buso e risalire la Litoranea Veneta, passando davanti ai più famosi e rinomati Alberghi Diffusi in Laguna, fino a raggiungere il traguardo nel canale di S.Pietro D’Orio, situato nello stesso punto da dove erano partiti.
L’intera gara sarebbe stata trasmessa in diretta dalla televisione e riportata nei vari programmi sportivi.
Anche il sindaco sembrava felica, mentre era indaffarato ad intrattenere gli ospiti, circondato da varie autorità, dai piloti e dai meccanici dei bolidi offshore, dagli sponsor e dai tanti personaggi del mondo sportivo e dello spettacolo arrivati a Grado per questo particolare avvenimento.
Tutto questo significava che per l’assessore, al suo primo incarico, certamente sarebbero arrivati degli encomi e delle gratificazioni non indifferenti.
Ad un tratto, in mezzo a tutta questa confusione, l’assessore notò una figura che si stava dirigendo verso di lui e che letteralmente gli fece gelare il sangue: …si, vestito in quel modo, con la berretta blu per traverso, i pantaloni tutti macchiati, un maglione di lana dal colore indefinibile e con alcuni buchi ben evidenti ed una giacca di tela tutta stropicciata, quello che stava venendo verso di lui non poteva essere altri che suo fratello Pino !
Pino era il suo fratello maggiore, pià anziano di lui di quasi una decina d’anni.
Un tipo che era stato sempre un pò strano, taciturno, solitario ed imprevedibile; le sue giornate praticamente trascorrevano trà il suo casone, la pesca in laguna con la sua piccolo barca e l’ osteria “Da Tanori”…
- “ Ciao Pino… cosa fai da queste parti ?…”
- “ Propio tu te serchèvo frà… tu ‘i disi tu a ‘sti sonèli de la Capitaneria che devo molàme la batèla e ‘ndà fora ? … i me ha blocao e no’ i me làssa fà ninte, i dise che devo spetà fin stasera….”
L’assessore rimase un attimo come inebetìto e poi rispose:
- “ Si, Pino, fino alle cinque di questa sera nessun natante privato può muoversi in quanto c’è la gara dei motoscafi …e pertanto bisogna attendere la fine della manifestazione affinchè tutto possa riprendere normalmente… mi dispiace, ma questo vale per tutti e senza nessuna eccezione…”
A sentir quelle parole Pino guardò il fratello con due occhi stralunati, quasi compassionevoli e poi, con la sua voce roca e strascicata, sbottò fuori:
- “ Ma vàra là… ma no’ tu sìnti che robe… propio incuo i ‘veva de fà ‘sta gara… chè incuo gera ‘l ponto de aqua giusto e me ‘vevo de ‘ndà a cason a calàme zò un do cuguli pe’ ciapame la sena… !!! “
Poi, senza aggiungere altro, si girò ed in un attimo scomparve tra la folla …
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12 giu 2011
5 giu 2011
31 mag 2011
- Nota di servizio -
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I libri della piccola biblioteca di: Noltri Graisani
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